La città di Pistoia si trova nel nord della Toscana, a metà strada tra Firenze e Lucca, da cui dista circa 40 km. La provincia di Pistoia è piuttosto estesa e comprende sia zone pianeggianti che collinari e montuose, comprende la Piana dell’Ombrone, la Valdinievole e la Montagna Pistoiese

Regione Toscana

L’area di Pistoia e Pescia è inoltre molto conosciuta per la coltivazione di piante e fiori richiesti in tutto il mondo, grazie anche alla lunga tradizione vivaistica delle aziende locali che si rinnova generazione dopo generazione. La piccola città di Quarrata è invece nota per la produzione e commercializzazione di mobili di qualità.

Le terme sono un’altra risorsa importante per la provincia di Pistoia. Le terme di Montecatini e quelle di Monsummano vantano acque dagli indubbi effetti benefici e rappresentano quindi una meta ambìta dagli amanti del benessere e del turismo termale. Queste terme hanno ospitato la nobiltà e famiglie reali d’Europa nei secoli, e più recentemente personaggi famosi di Hollywood.

Gli amanti della natura e dello sport amano anche la Montagna Pistoiese che ha molto da offrire sia in estate che in inverno, quando vengono aperti gli impianti sciistici e di risalita. I comprensori sciistici dell’Abetone e della Val di Luce sono tra i più apprezzati. Pistoia si trova nella cosiddetta “chocolate valley toscana”, una zona che possiamo idealmente considerare estesa tra Pisa-Pistoia e Prato e nella quale si trovano alcune delle aziende cioccolatiere a lavorazione artigianale più rinomate in Italia, e non solo.

Attrazioni

Per i bambini e non solo, ci sono lo zoo di Pistoia (a circa 10 km dalla città) ed il parco di pinocchio a Collodi, con l’adiacente Giardino Garzoni. Per gli amanti dell’arte contemporanea, vi consigliamo una visita alla fantastica fattoria di Celle.

Eventi

Tra gli eventi ricorrenti il Pistoia Blues Festival in Luglio e la Giostra dell’Orso in occasione della festa del patrono di Pistoia, San Jacopo. 

Cucina Pistoiese

La pastella, base del castagnaccio

La cucina pistoiese è caratterizzata, come tutta la cucina toscana, dalla parsimonia che la rende sana anche se a prima vista può sembrare povera. Come da tradizione, vengono utilizzati anche ingredienti “di riciclo”. Tra gli antipasti è famosa la fett’unta, l’arista sott’olio, i crostini di milza, i crostini di frattaglie di pollo (o crostini neri) ed i crostoni di cavolo nero. Come primi piatti: la zuppa di pane alla pistoiese, la zuppa di pane della montagna pistoiese, il carcerato, la farinata con le leghe ed i maccheroni all’anatra (piatto tipico della festa del patrono San Jacopo). I secondi più rinomati sono lo zimino di lampredotto, la trippa, la rigaglia, il lesso rifatto e i fegatelli di maiale nella rete. Come contorni infine: i fagioli di sorana al fiasco, i fagiolini serpenti in umido, i funghi trifolati. I dolci tipici sono, invece, il berlingozzo, i cenci (tipici del periodo carnevalesco), oltre ai necci e al castagnaccio tipici delle colline e montagne pistoiesi fatti dalla farina neccia o farina dolce tratta dalla frantumazione delle castagne, i confetti di Pistoia (confetti a forma di riccio), i brigidini (di Lamporecchio).

Monumenti e luoghi d’interesse

La città di Pistoia è particolarmente ricca di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali (in particolare chiese) e soprattutto può vantare una delle più suggestive piazze d’Italia: piazza del Duomo, centro geometrico di Pistoia, monumentale fulcro sia del potere civile che ecclesiastico che comprende svariate architetture di pregio.

Cattedrale si San Zeno

La cattedrale di San Zeno, intitolata a San Zeno vescovo, che custodisce al suo interno l’altare argenteo di San Jacopo.

Costruita nell’alto medioevo, fu distrutta da due incendi e quindi ricostruita nel XIII secolo e successivamente rimaneggiata fino all’epoca moderna. Il suo aspetto esterno risale al XIV secolo; l’interno a tre navate è originario del Trecento, abbellito da affreschi seicenteschi e numerosi quadri. Sotto al presbiterio si trovano i resti visitabili di una villa romana di età imperiale e della chiesa originaria. L’altare di San Jacopo, a cui lavorò anche Filippo Brunelleschi, è un capolavoro dell’oreficeria sacra e fu realizzato tra il 1287 e il 1456.

battistero di San Giovanni in corte

Il battistero di San Giovanni in corte del XIV secolo, in stile gotico, con decorazioni in marmi bianco-verdi. A pianta ottagonale e sormontato da una pittoresca cupola, progettato dalla bottega del celebre Andrea Pisano; al suo interno custodisce un fonte battesimale risalente al 1226.

Pieve di Sant’Andrea, con il pulpito di Giovanni Pisano

Il campanile del Duomo, costruito su di un’antica torre di origine longobarda in stile romanico, è diviso in tre ordini di loggette e provvisto di cella campanaria con tanto di cuspide che a causa di terremoti che flagellarono la città in epoca tardo-medievale venne rifatta più volte. Costruito nel XII secolo, l’aspetto attuale risale al 1576; raggiunge un’altezza totale di 67 metri ed è uno dei più bei campanili d’Italia.

Il palazzo dei Vescovi composto da loggiato, al primo piano, in stile gotico e restaurato nel 1981. I sotterranei sono arricchiti da un importante percorso archeologico con scavi in sito di una stele etrusca di tipo fiesolano, una fornace romana e di tratti di mura dell’antica Pistoriae. Da non molti anni è aperto al pubblico ed è un raro esempio di museo dello scavo stratigrafico. Costruito sotto forma di palazzo fortificato nell’anno 1000, l’aspetto attuale risale al XII secolo quando fu trasformato in palazzo signorile; fu la residenza dei vescovi per ben 8 secoli.

Il palazzo Pretorio o del tribunale anch’esso in stile gotico (ha perso negli interni parte del suo stile a causa dei lavori di ampliamento condotti nell’ottocento). È famoso per il suo cortile interno con gli stemmi dei magistrati. Costruito nel XIV secolo e pesantemente rimaneggiato nell’Ottocento, fu da sempre la dimora di coloro che amministravano la giustizia. L’aspetto esterno, tuttavia, è simile all’originario. L’altra sede del Tribunale è il Palazzo San Mercuriale, dal nome del primo vescovo di Forlì, a cui era dedicato un monastero anticamente qui collocato.

Il palazzo del Comune, con una bella facciata ornata di bifore e trifore. Iniziato nel XII secolo, raggiunse l’aspetto attuale solo nel 1350 circa. Un’importante ristrutturazione interna avvenne nel Cinquecento. Sulla facciata campeggiano lo stemma dei Medicei e la testa del Re Negro Musetto di Maiorca, ucciso da un capitano pistoiese nel 1114. L’interno è ornato da bellissimi affreschi cinquecenteschi, sede del “Centro di Documentazione Giovanni Michelucci” e del Museo Civico.

L’ex chiesa di Santa Maria Cavaliera, costruita nel 979, subì molti rimaneggiamenti tanto che oggi è molto difficile individuare tracce dell’aspetto originario.

L’altomedioevale torre di Catilina, alta 30 metri. Il nome della torre deriva da una leggenda secondo la quale il corpo del generale romano Catilina fu sepolto in questa via, che si chiama appunto “Tomba di Catilina”.

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