Fosso reale
(Livorno)

Tra tutte le città toscane, Livorno è solitamente ritenuta la più moderna, sebbene nel suo territorio siano presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La città, notevolmente sviluppatasi dalla seconda metà del XVI secolo per volontà dei Medici prima e dei Lorena in seguito, fu importante porto franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolati e compagnie di navigazione. Ciò contribuì ad affermare, sin dalla fine del Cinquecento, i caratteri di città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali, caso pressoché unico in Italia, sopravvivono importanti vestigia, quali chiese e cimiteri nazionali, palazzi, ville e opere di pubblica utilità indissolubilmente legate ai nomi delle importanti comunità straniere che frequentarono il porto franco fino alla seconda metà dell’Ottocento.

Cosa visitare a Livorno

Terrazza Mascagni
(Livorno)

La Terrazza Mascagni è uno dei luoghi più eleganti e suggestivi di Livorno ed è ubicata sul lungomare a margine del viale Italia. Il nucleo originale fu costruito a partire dagli anni venti del Novecento, ma la terrazza fu notevolmente estesa nell’immediato dopoguerra, quando fu intitolata al compositore livornese Pietro Mascagni.

Fortezza nuova
(Livorno)

La Fortezza Nuova è una fortificazione di Livorno. Essa rappresenta l’antico “Baluardo di San Francesco” della città pentagonale progettata da Bernardo Buontalenti ed in origine inglobava anche il “Baluardo di Santa Barbera”, fino a quando non fu in parte smantellata per far posto al secondo accrescimento del quartiere della Venezia Nuova.

Fortezza vecchia
(Livorno)

La Fortezza Vecchia è una fortificazione che si erge a margine del Porto Mediceo di Livorno. Essa, frutto di rimaneggiamenti e ricostruzioni nel corso dei secoli, racchiude in sé l’intera storia della città, dalle origini fino ai giorni odierni.

Calafuria (Livorno)

La riserva naturale Calafuria è un’area naturale protetta della Toscana. Dal 2020 è stato istituito dalla Regione Toscana, il Sistema delle Aree Protette dei Monti Livornesi che include anche l’area di Calafuria. Occupa una superficie di 115,63 ettari nella zona di costiera di Calafuria, a Livorno. La riserva naturale è percorribile grazie ad un sentiero “dorsale”, che corrisponde in parte alla strada.

Questo collega la parte più bassa, sulle rive del Rio Maroccone alla cima de Il Montaccio, (il punto più alto della riserva). Esistono comunque altri numerosi sentieri, segnati in vari cartelli presenti sul percorso, e numerosi piazzali panoramici.

Cimitero degli inglesi
(Livorno)

L’Antico Cimitero degli Inglesi si trova a Livorno, in un piccolo lotto posto nei pressi di via Verdi, a poca distanza dalla tempio Valdese e dalla chiesa di San Giorgio, già anglicana. Si tratta del più antico cimitero inglese-protestante d’Italia e probabilmente il più antico ancora esistente nel bacino del Mediterraneo.

Santuario della madonna delle grazie a Montenero
(Livorno)

Il Santuario della Madonna delle Grazie, assai più noto come santuario di Montenero, si erge sul colle di Montenero, a Livorno. Il complesso, elevato al rango di basilica minore da papa Pio VII nel, è tenuto dai monaci vallombrosani ed è consacrato alla Madonna delle Grazie di Montenero, patrona della Toscana; il santuario comprende anche una ricca galleria di ex voto e, all’esterno, è preceduto dal famedio, il luogo di sepoltura riservato ad alcuni illustri livornesi.

Piatti tipici livornesi

Il Cacciucco

Il cacciucco è un piatto a base di pesce, propriamente tipico della cucina livornese. È una zuppa di pesce composta da diverse qualità di pesci, crostacei e molluschi, in genere polpi, seppie, cicale, scorfani ed altre varietà di pesce cosiddetto “povero”, messo a cucinare in tempi diversi, a seconda del diverso tempo di cottura richiesto dal tipo di pesce, in salsa di pomodoro e poi adagiato su fette di pane abbrustolito e agliato poste sul fondo del piatto.

5 e 5

Il 5 e 5 è un tipico panino livornese farcito con torta di ceci. Si narra che durante la Battaglia della Meloria, che vide protagoniste Genova e Pisa nel 1284, un’imbarcazione genovese che trasportava prigionieri pisani si imbatté in una tempesta proprio nei pressi delle coste livornesi. La nave subì qualche danno e la stiva, che conteneva le scorte di cibo dell’equipaggio, imbarcò moltissima acqua.

Tra i prodotti si trovavano grandi quantità di ceci, che si mischiarono con l’acqua salata imbarcata e con l’olio fuoriuscito da un barile rovesciatosi durante la tempesta. Si venne così a formare una poltiglia ben poco appetitosa.

Passavano i giorni e le altre provviste iniziavano a scarseggiare. Quando queste furono completamente esaurite, i marinai non poterono che cibarsi di quella pappetta di ceci, acqua e olio. Successivamente il miscuglio venne esposto al sole perché si potesse seccare e divenire più appetitoso. L’esperimento riuscì perfettamente, e quella che prima era una disgustosa poltiglia diventò una croccante e succulenta pietanza.

I genovesi sfruttarono questa scoperta sostituendo all’essiccamento al sole, la cottura in forno, e dandole il nome di “oro di Pisa”, nome poi sostituito da “farinata”.

Il prodotto prese poi il nome di torta di ceci e si diffuse in molte zone costiere a sud di Genova. Una di queste zone era proprio Livorno, che personalizzò la ricetta, suggerendo di accompagnarla con del pane francese o della focaccia.

Baccalà alla livornese

Il baccalà alla livornese è un secondo piatto toscano molto apprezzato per il suo sapore succulento. Una ricetta senza dubbio casereccia che si gusta ben calda. Il segreto per ottener un piatto profumato e perfetto è preparare il sugo lentamente in modo da tuffare poi il pesce, una volta rosolato nell’olio e dopo esser stato infarinato. Poco diffuso nel resto della penisola in questa variante alle patate, il baccalà alla livornese è una pietanza che vi porterà a fare il bis.

Il ponce

Oltre ai piatti tradizionali di pesce, ai tramezzini e al panino con la farinata di ceci, esiste un’altra perla della cucina livornese assolutamente da non sottovalutare, si tratta di una vera bevanda la cui nascita affonda le radici nella storia di Livorno: il ponce.

Anticamente il ponce alla livornese veniva bevuto da chi soffriva di depressione oppure da chi aveva la febbre molto alta. Narra un’altra fantastica leggenda che un giorno approdò una nave americana in cattive condizioni che trasportava rhum e caffè. Come era successo per l’acqua e i ceci durante la battaglia tra pisani e genovesi, il rhum durante il viaggio si era mescolato con il caffè. I commercianti furono costretti quindi a vendere il caffè ad un prezzo stracciato, ma il mix rhum caffè ebbe successo.

Sei mai stato a Livorno? Ti piacerebbe visitarla? Cosa vorresti vedere tra le mie proposte? Lascia un commento…

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